Scienza

Dopo il terremoto in Nepal, l’Everest è un po’ più basso

Il sisma che ha colpito il Nepal ha modificato la geografia della zona, abbassando la cima della montagna più alta del mondo di circa 2,5 centimetri

Il recente terremoto del Nepal non ha colpito solamente la vita di decine di migliaia di persone, ma ha modificato la stessa geografia della regione. Come misurato per esempio la scorsa settimana dal Cnr, la capitale Kathmandu, una delle zone colpite più duramente dal sisma, è ora più in alto di circa un metro. Ma se alcune zone sono salite di quota, altre sono scese, e a farne le spese è stato uno dei simboli del paese: il monte Everest, la cima più alta del mondo, che ora sarebbe un paio di centimetri più bassa per effetto del terremoto.

A rivelarlo è il satellite dell’Esa Sentinel-1A, che ha monitorato i cambiamenti di altitudine dei rilievi della regione, svelando spostamenti imponenti: fino a un metro in altezza (come nel caso di Kathmandu), e anche due metri sul piano orizzontale. Si tratta comunque di un fenomeno normale in caso di faglie continentali come quella del Nepal, nelle quali in caso di rottura la zona più vicina alla faglia viene sollevata, mentre un’altra regione detta zona di subsidenza, si abbassa per bilanciare lo spostamento verticale. Il fenomeno è visibile chiaramente nell’immagine sottostante, diffusa dall’Esa, in cui la zona che si alzata è colorata in blu, mentre quella abbassatasi è di colore giallo.

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